Decreto Cura Italia: richiesta contributi 600 euro per autonomi

Ecco come il Governo ha stabilito che vengano richiesti i 600 euro destinati ai lavoratori autonomi

Richiesta contributi 600 euro per autonomi – modalità di richiesta


L’INPS e il Governo hanno chiarito che:

  • Non ci sarà un click day fino a esaurimento dei fondi, ovvero le domande saranno gestite in ordine cronologico di arrivo, ma tutte verranno soddisfatte
  • Gli aiuti ai lavoratori autonomi proseguiranno anche ad aprile, ma con nuove regole (probabilmente in base ai cali di fatturato o ai periodi di chiusura)
  • Le domande per la richiesta dei fondi dovranno essere inoltrate tramite il sito dell’INPS che sarà predisposto a tale compito entro la fine del mese

 

Sul primo punto possiamo dire che il Governo e l’INPS avevano previsto un click day fino a esaurimento fondi (è scritto nero su bianco nel decreto CuraItalia), ma vista la forte protesta degli ordini professionali e delle associazioni, hanno fatto marcia indietro, ipotizzando di stanziare più fondi. Sempre sulla scorta delle proteste di cui sopra hanno promesso di estendere le misure anche ad aprile con nuove regole. Ma su questo sospendiamo ogni giudizio in attesa delle nuove disposizioni.

Nutriamo invece forti dubbi sul terzo punto, ovvero sulla modalità di richiesta dei contributi.
L’INPS ha chiarito che la domanda dovrà essere effettuata personalmente dal richiedente tramite l’accesso all’area personale del sito www.inps.it oppure tramite un patronato (ACLI, CAF CISL ecc).


Ma questi sono i nostri dubbi:

Per accedere all’area personale ed effettuare la domanda tramite il sito INPS bisogna essere in possesso delle credenziali “dispositive” cosa che ben pochi autonomi hanno.
E anche chi le avesse utilizzate magari qualche anno fa si scontrerebbe con il fatto che le credenziali INPS scadono ogni sei mesi.
Quindi se escludiamo chi lo usa regolarmente (pochissimi…) agli altri non resterò che richiederle. Purtroppo le modalità di richiesta prevedono (online o tramite call center) che una parte del codice sia comunicata subito e l’altra parte (per motivi di sicurezza e privacy) sia inviata per posta all’indirizzo del richiedente.
Pensare che questa procedura possa andare bene è semplicemente fantascienza, impossibile immaginare che il servizio postale, che già funziona a ranghi ridotti per l’emergenza, riesca a consegnare qualche milione di codici INPS in un paio di settimane.

L’alternativa, ovvero quella dei patronati, è parimenti inattuabile, in quanto non compatibile con il divieto di assembramento e le limitazioni agli spostamenti personali, oltre al fatto che i patronati non sarebbero in grado di gestire una massa di richieste così alta in tempi ristretti.

Nella speranza che l’INPS si renda conto dell’impossibilità di attuare quanto per ora previsto e decida di superare l’italica tendenza a complicare gli affari semplici, magari prevedendo una semplice domanda via email, il nostro consiglio è quello di attrezzarti per l’ultima modalità di accesso prevista dal decreto, ovvero lo SPID.

Lo SPID, acronimo di Sistema Pubblico Identità Digitale, è una password universale che permette l’accesso a tutti i siti pubblici, dall’INPS all’ASL, passando per le Università ecc.

Il vantaggio è che può essere richiesto a più soggetti con tempi estremamente rapidi. Noi consigliamo due vie:

  1. Recarsi presso un ufficio postale (sono tutti abilitati al rilascio dello SPID e aperti come servizio essenziale) e chiedere le credenziali SPID allo sportello. Nel giro di una ventina di minuti avrai il tuo codice. Riteniamo che tale motivazione sia un valido motivo “indifferibile” e che permetta di superare il divieto di movimento dalla propria abitazione (salvo ovviamente i casi di quarantena)

  2. La richiesta online tramite video riconoscimento. Diversi operatori rilasciano lo SPID online senza muoversi da casa tramite il video riconoscimento con webcam del PC o telefonino. Generalmente si tratta di servizi a pagamento ma con costi molto contenuti, normalmente 15/20 euro. Elenchiamo di seguito i principali servizi con i relativi link:


Ti terremo informato sull’evoluzione della situazione.


Lo staff di ForfettApp

(articolo aggiornato al 22 marzo 2020)

 

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